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Ludwig Wittgenstein – Paul Engelmann
Se mai dovessimo incontrarci il giorno del giudizio
Carteggio 1916-1937
a cura di Daniele Pisani
pp. 352, euro 28
Quarta
Caro signor Engelmann!
Grazie tante per la sua cara lettera e per i libri. La poesia di Uhland è veramente grandiosa. Ed è così che stanno le cose: solo se non ci si sforza di esprimere l’inesprimibile, non va perduto nulla. L’inesprimibile viene così preservato – inesprimibile – in ciò che trova espressione! [...]
Per quel che concerne i suoi stati d’animo alterni, le cose stanno così: noi dormiamo. (L’ho già detto una volta al signor Groag, ed è vero.) La nostra vita è come un sogno. Nelle ore migliori, però, ci svegliamo sino al punto da accorgerci che sogniamo. Per lo più però dormiamo un sonno profondo. Io sono il primo a non riuscirsi a svegliare. Mi sforzo, il corpo che possiedo in sogno compie dei movimenti, ma il mio corpo reale non si ridesta. Così è, purtroppo!
Risvolto
Sul finire del 1916 Ludwig Wittgenstein, arruolatosi come volontario tra le file dell’esercito imperial-regio, si reca a Olomouc (allora Olmütz) per compiere l’addestramento come ufficiale di artiglieria. È in tale contesto che – su indicazione del grande architetto Adolf Loos, conosciuto un paio di anni prima – fa visita a Paul Engelmann. Tra il dotato quanto problematico rampollo della ricchissima famiglia Wittgenstein, senza una professione precisa ma già impegnato nella stesura del Tractatus logico-philosophicus, e l’architetto, proveniente da un ambiente borghese decaduto ma formatosi alla scuola di Loos e già collaboratore di Karl Kraus, scocca ben presto l’amicizia.
Il presente libro offre al lettore l’intero scambio epistolare tra i due, oltre ad una selezione di scritti di Engelmann su Wittgenstein o attorno ai temi da loro dibattuti. L’epistolario, in particolare, offre uno spaccato quanto mai prezioso della vita del filosofo in una sua fase turbolenta e decisiva, nella quale il pensiero del suicidio e l’esperienza della guerra si accavallano alle meditazioni sulla logica e alle considerazioni su musica e letteratura; ed è innegabile che dei turbamenti del giovane Wittgenstein Engelmann sia un testimone d’eccezione, sino a quando, nella seconda metà degli anni Venti, la relazione tra i due amici culmina nella collaborazione alla progettazione della casa di Margaret Stonborough, sorella di Ludwig – collaborazione che segna, tuttavia, anche la sostanziale fine della loro amicizia. Tutta l’asimmetria fino a quel momento implicita nella loro relazione emerge allora prepotentemente in superficie, e tanto Engelmann quanto Wittgenstein sono costretti a constatare il fatto come ineluttabile.
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