Hayashi Fumiko

Viaggio in terza classe

Traduzione di Isabella Dionisio

 

pp. 216, euro 22

 

 

 

Quarta

Siamo arrivati a Napoli tre giorni dopo essere salpati da Marsiglia. Era ancora l’alba, ma io sono scesa subito a terra e mi sono messa a bighellonare per la città. Dalle finestre facevano capolino delle donne esotiche, la cui bellezza era diversa da quella delle parigine. [...] I compagni di viaggio che avevano un po’ più di soldi si sono recati in macchina a Pompei, ma io ero più interessata a conoscere la città pulsante di vita, piuttosto che annusare la storia delle rovine.

Risvolto

Un diario (talvolta in forma epistolare) si fa reportage giornalistico a finanziare un viaggio che porta Hayashi Fumiko (1903-1951) dal Giappone a Parigi e a Londra attraverso la Siberia.

Raccolti in volume nel 1933 (e finora inediti in italiano), gli appunti sparsi che compongono Viaggio in terza classe non hanno perduto nulla della loro originaria freschezza, restituendo nel disordine cronologico e nella reiterazione dei ricordi uno sguardo attento alla prosaicità dell’esistenza propria e altrui: ecco dunque i temi ricorrenti del denaro che manca e del cibo che scarseggia, del dolore che paralizza i desideri e del freddo nei vagoni di terza classe, degli incontri fuggevoli e delle solidarietà improvvise con un’umanità maltrattata dal destino.

L’asciutta descrizione dei paesaggi che scorrono dal finestrino appannato di un treno o dall’oblò di una nave, la smarrita contemplazione del cielo grigio di Parigi – così diverso da quello del Giappone vivo nella nostalgia – rivelano uno stato d’animo curioso, ma mai incline ad un’ammirazione di maniera verso un mondo la cui estraneità culturale non impedisce all’autrice di sentire quella complicità cui solo danno accesso il vivere liberamente fra uguali, il punto di vista orizzontale di chi, calpestando lo stesso selciato della prostituta o del caldarrostaio, rifugge da ogni visione aerea, da ogni pretesa di sintesi.

Nella sua prosa disadorna trovano spazio solo i dettagli: gli oggetti in vendita nei magasins, la forma di una ciotola, i miseri arredi di una soffitta, la natura disciplinata in un bouquet di fiori colorati. L’irrequieto vagabondare di Hayashi Fumiko costruisce un Grand Tour in terza classe che appunto nei dettagli fa risorgere la vita di un mondo ormai scomparso.

Giometti & Antonello

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